Full immersion nella realtà di Reggio Emilia. 2 giorni a contatto con la società e la cultura

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una trasferta di grande soddisfazione

Full immersion nella realtà di Reggio Emilia
2 giorni a contatto con la società e la cultura

Su invito di Sergio Bevilacqua spesso nostro ospite come articolista

di Aldo Carpineti

Dai tavolini hotel Parco Fola in pomeriggio
Dai tavolini hotel Parco Fola in pomeriggio

Scendo dal treno e sul marciapiedi a fianco del binario si raduna intorno a me una mezza dozzina di ragazze splendide (o forse otto), non in gruppo, ciascuna per proprio conto. Una di esse mi aiuta a portare la valigia... Coincidenza? regia nascosta e misteriosa? in ogni caso l'impressione è straordinaria, non ricordo un effetto simile in 73 anni di vita.

Dai tavolini hotel Parco Fola in pomeriggio
Dai tavolini hotel Parco Fola in pomeriggio

Il capannello si dirada rapidamente, ognuno e ognuna va per la sua strada, acchiappo un taxi, per farmi portare in hotel che è parecchio in periferia, verso le pendici appenniniche. Lo stesso tassista si dimostra gentilissimo; unico piccolo intoppo, una voce un po bassa che tiene poco conto della mia incipiente sordità. Qualche difficoltà di comunicazione, dunque, ma in fondo non si tratta di un problema di grande portata, i rapporti con i tassisti sono normalmente del tutto fuggevoli.

Arrivo a destinazione in Parco Fola. Posto incantevole, sono circa le sedici e trenta, la struttura dell'albergo è antica e suggestiva, la temperatura ideale, invitanti tavolini all'aperto, nel verde. Poso la valigia in camera e non perdo neanche mezzo minuto. Mi piazzo ad uno dei tavoli, mezzo sole e mezza ombra, chiedo uno Spritz, Aperol e Campari insieme, come sono solito preferire.

Un paio d'ore di questo idillio con l'ambiente. Poi scendo in città dove ho appuntamento con Sergio Bevilacaqua per assistere in galleria Cavour alla presentazione di un libro, presso un locale di prestigio, la Spumanteria.

Incontro Bevilacqua che è già lì insieme all'autore, Franco Testore, medico oncologo astigiano di mamma reggiana, noto anche con lo pseudonimo di Fortunato Tuttobene. Sergio non lo avevo mai visto se non in fotografia. Stento a riconoscerlo, mi pare uno sui quarantacinque massimo, più alto e prestante di quanto me lo aspettassi. A volte degli intellettuali ci si fa una certa idea e poi invece la realtà è diversa... non tutti devono per forza avere il fisico di Giacomo Leopardi. Più tardi mi dirà che il maggiore dei suoi figli ha più di quarant'anni. Rimango sconvolto. L'elisir della eterna giovinezza evidentemente qualcuno lo ha trovato.

Comunque sia, primi piacevoli scambi di battute con Sergio e con Testore, gradevolmente accompagnati da un generoso bicchiere di champagne somministrato sollecitamente dalla titolare della Spumanteria, signora dei tratti sottili e dal modo di fare gentilissimo e raffinato. Un insieme di cose che mi pare un'ottima partenza. 

Poi si raduna folla, si dà inizio alla presentazione del libro, titolo Il gigante della bassa, da parte di Testori e Bevilacqua (che ne è anche editore) e della deliziosa Elisabetta Ruzzi promotrice culturale locale. Si racconta la storia quotidiana, che attraversa tutto il '900, di Ermete contadino e mezzadro della campagna reggiana. Immagini di una vita intera che ha il proprio segno nei significati di parole fondamentali come umiltà lavoro humus famiglia fertilità terra resistenza bicicletta. Pittura di un ambiente e di come si è vissuta un'epoca e un contesto semplice ma ricco di valori, in rapporto genuino con le persone e con le cose. Intervengo forse un po sconsideratamente in fondo alla presentazione ed aggiungo a quelle pronunciate la parola onestà che da tutto quanto si è detto e come si è detto mi pare sia suggerita come non trascurabile. La mia aggiunta, forse un po presuntuosa, pare passare tra chi ascolta come adatta e calzante... meno male, si sa, non sempre gli interventi riescono azzeccati.

In conclusione di presentazione, cena all'interno della Spumanteria con l'impronta dello chef orientale che ha grande esperienza di cucina internazionale, addirittura di più continenti. Una vera chiccheria anche questa. Tavolata di variegate partecipazioni, conversazione spigliatamente colta e di molteplici argomenti. Infine rientro in hotel dove la temperatura fresca ed anche la giornata movimentata favoriscono un sonno facile.

Mattino seguente, giovedì 22 settembre, Sergio Bevilacqua mi raggiunge intorno alle 9 in hotel per la prima colazione. Tavolino collocato strategicamente in esterno protetto, sole mattutino ed aria indescrivibili, nel bel mezzo di un ambiente naturale di prim'ordine. Momenti da incorniciare e da non dimenticare mai, in nessun loro particolare. Si conversa con Bevilacqua di argomenti di varia natura. Sergio è come sempre magnifico di parole e concetti. 

Avvicinamento al centro di Reggio, commiato da Bevilacqua, poco dopo le 11, ancora qualche passo e visita in città... e poi in stazione per essere puntuale al treno delle 15,17.

Raramente capita di passare ore di tanta intensità in termini di significati umani, letterari, storici, amministrativo-imprenditoriali, ambientali e paesaggistici, turistici. Una densità leggera, che conserva in ogni suo passaggio, sia di persone sia di cose, l'intelligenza lieve di impostazioni misurate e rispettose, eppure cariche di sensi e intese in ciascun angolo dell'intero discorso. Vivere è anche questo, per fortuna... 

Venerdì 23 settembre 2022

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