Che cosa posso scrivere oggi? non ne ho la più pallida idea, vediamo se viene fuori qualcosina

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Che cosa posso scrivere oggi? non ne ho la più
pallida idea, vediamo se viene fuori qualcosina

Bah, potrei cominciare da quel che mi è capitato ieri in passeggiata

di Aldo Carpineti

Alba guardando da Fappani
Alba guardando da Fappani

Sebastiano Zanolli ieri sera ha pubblicato un post su Linkedin che mi è sembrato molto bello, perché rappresentava esattamente il mio modo di essere, non so se il mio modo di essere, forse quello che cerco che sia il mio modo di essere. E gli ho detto la frase più spontanea che mi è venuta in mente: Ti voglio bene, Sebastiano. Una frase che può essere interpretata in vari modi. E in questo momento non ho nessuna voglia di darne una interpretazione autentica. Forse anche perché non ce n'è.

In serata avevo fatto un po lo scemotto con una bella signora dalle parti del dehors di Fappani, in piazza Mazzini. Un gruppo di musicisti bravissimi intratteneva la clientela, grande varietà di ottime canzoni, dall'anglo-americano agli anni '70 italiani. Il cantante (e intrattenitore) sui quaranta, molto simpatico, la cantante, giacca rossa e fouseaux neri attillatissimi, giovane e splendida.

La bella signora era in gruppo con altre persone, ma mi sembrava non accompagnata, almeno dalla disposizione che il gruppo aveva sulle poltroncine. Stava seduta subito al di là del cordone che delimitava gli ascoltatori della musica paganti (e consumatori) dagli ascoltatori non paganti. Io, fra questi ultimi, ero vicinissimo al cordone, dalla parte di qua, in piedi ma proprio a fianco della signora. 

Cercavo, ovvio, un pretesto per attaccare. Me lo offrì, certo involontariamente, lei stessa accendendosi una sigaretta. Giocando di tempismo, le posi leggermente la mano sull'avambraccio destro, e le dissi (con aria non severa): Non fumi, le fa male; è un peccato che le faccia male. Lei mi rivolse lo sguardo... io ripetei con la voce più suadente che potessi tirar fuori: è un peccato che le faccia male. Cominciò una conversazione che la musica forte ed anche di gran qualità ostacolava. Dopo alcune frasi, la signora mi disse che non mi riusciva a sentire, io mi scusai e le feci cenno di ascoltare pure la musica. Rimasi lì in piedi ancora per un quarto d'ora circa... per vedere se la situazione poteva sbloccarsi nuovamente. Mi agitavo sulle gambe un po per seguire il ritmo trascinante delle canzoni, scelte con molta cura, e un po perché se sto in piedi per troppo tempo senza muovermi mi fanno male le gambe. 

Il cantante e intrattenitore si era accorto di me... mi rivolse un paio di volte garbate, simpatiche, brevi frasi alle quali cercai di rispondere a tono con quanta più disinvoltura riuscissi a manifestare. Si era creata una situazione un po imbarazzante, proprio a causa della mia presenza ormai parecchio evidente. Il problema andava risolto in qualche modo. Un attimo di riflessione, sfiorai ancora l'avambraccio destro della bella signora e la salutai con un cenno della mano. Mi rispose con un bellissimo arrivederci. Che mi fece sognare per il resto della serata. Mi aveva detto arrivederci, non buona sera o salve o saluti... 

Il cantante (e intrattenitore) certamente invece in cuor suo mi fu grato. 

Il mattino seguente (cioè stamattina) ho avuto comportamenti conseguenti a partire dalle 06.00, ora di inizio della mia passeggiata. Ve li racconterò in una seconda puntata. Un po perché altrimenti questo articolo diventa troppo lungo e finisce che pochi lo leggono per intero e un po perché gli avvenimenti di questa mattina (peraltro non molto significativi) sono ancora troppo recenti e quindi devo metabolizzarli meglio prima di raccontarli con la dovuta obbiettività. Grazie, ci sentiamo presto. 

(cliccare sulla foto per igrandirla)

Domenica 16 ottobre 2022

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